Confermato alla guida del Südtirol, Valente ha cambiato pochissimo rispetto alla scorsa stagione, in perfetta armonia con il modello di calcio sostenibile sostenuto dalla società (minor tetto ingaggi e gestione fra le più virtuose della categoria). A ben guardare l’assetto tattico è pressocché identico allo scorso anno, l’undici titolare già delineato fin da inizio stagione che si arricchisce di un unico volto nuovo è cioè quello di Ceppitelli in difesa (un colpo da 90 per l’esperienza del giocatore). La continuità è il segreto del successo? Chiedetelo al mister!
Il sistema di gioco pensato da Valente è un 3-4-2-1 molto robusto nella zona nevralgica del campo e quindi in grado di complicare i piani di chi ama il fraseggio corto e il gioco fra le linee. Il motivo è molto semplice: il Südtirol intasa la mediana con Kurtic e Arrigoni bassi a schermo della difesa, Tait (infortunatosi contro il Pisa salterà la trasferta di Catanzaro) e Casiraghi alti sulla trequarti. Visione di gioco e geometrie pulite da una parte, tanta tecnica e aggressione dello spazio dall’altra. Questo il punto di forza della squadra di Valente, che almeno a centrocampo può vantare un buon assortimento delle qualità che servono per essere completi nelle varie situazioni di gioco.
Nell’undici titolare la punta confermatissima è Odogwu, sulle corsie esterne Molina a destra e Rover a sinistra, in difesa a Masiello e Giorgini si è aggiunto da quest’anno Ceppitelli, infine fra i pali c’è Poluzzi. In mezzo al campo i sostituti sono Praszelik e Martini, mentre sulle fasce solitamente subentrano El Kaouakibi e Zedadka. In avanti le alternative sono Merkaj e Crespi.
SDG 3-4-2-1
FDP 2-3-2-3
FDNP 5-2-2/1
Il palleggio non è uno dei principi di gioco degli uomini di Valente, infatti la costruzione è spesso diretta in favore delle punte oppure sviluppata sulle corsie laterali con improvvise aperture. L’improvvisa accelerazione che si cerca di dare alla giocata comporta anche una ricerca della verticalità che necessita di un certo tipo di giocatori e di movimenti. E qui entrano in gioco la punta e i due trequartisti che fanno reparto da soli, mentre dalle prime due linee di difesa si cerca di attrarre l’avversario per la giocata lunga. Ecco, via abbiamo raccontato una tipica manovra del Südtirol.

Nelle situazioni di gioco illustrate oggi analizzeremo la costruzione del gioco, ricordando che se ne distinguono due tipi: la costruzione dal basso e la costruzione diretta. Nel primo caso si supera la prima linea di difesa con palla a terra e una trama di passaggi, nel secondo caso si cerca di superare le prime due linee di difesa imbeccando il compagno a ridosso dell’ultima.

Nel caso del Sutirol la costruzione viene orchestrata con due centrali difensivi e uno dei due mediani che viene incontro. In genere chi viene incontro per ricevere il primo passaggio, oppure per sostituirsi al portatore, è il mediano offensivo e non quello difensivo. Kurtic (o Praszelik) infatti ha una maggior libertà di movimento e può creare un corridoio mentre l’avversario più alto marca a uomo il mediano difensivo, quello che generalmente scherma la difesa.

In tutte le situazioni evidenziate in foto uno dei due braccetti è sempre molto largo, nello spazio si inserisce il mediano offensivo che viene incontro, riceve si accentra e apre il gioco sul lato opposto. Nella partita analizzata il mediano offensivo era Prazselik, quello difensivo Arrigoni.

La posizione del due mediani è sempre in verticale, mai in linea piatta. Questa è una caratteristica fondamentale del centrocampo con i due centrali bassi e uno o due trequartisti. Nella fase di costruzione Arrigoni raramente viene coinvolto, anzi il mediano ha il compito di portar via un riferimento avversario lasciando al compagno di reparto il compito di dialogare con il centrale di difesa e impostare la costruzione. Non di rado viene coinvolto il portiere, solitamente per la costruzione lunga.

Nelle situazioni evidenziate l’avversario del Südtirol esercita una pressione moderatamente bassa concentrandosi dietro la linea della palla e facendo salire molto la linea di difesa. Gli altoatesini, nonostante la libertà di manovra in zona palla e la superiorità numerica, mantengono un atteggiamento prudente preferendo sempre l’apertura sulle corsie laterali e i cambi gioco. I trequartisti, infatti, sono soliti disporsi in linea con la punta per aprire la difesa avversaria. Ecco perché alla giocata con palla a terra si preferisce l’apertura, al fraseggio corto si preferisce la palla lunga per aggredire l’ultima linea.