La stagione 2024/2025 segna un punto di rottura con il passato per la Bari Calcio nonostante sussistano ancora complicati rapporti fra la società e la tifoseria. L’aver salvato la categoria, dopo 3 esoneri in panchina e una drammatica finale playout contro la Ternana, ha scosso la società biancorossa che ha avviato un nuovo progetto tecnico fin qui convincente per i risultati conseguiti.
Nuovo direttore sportivo e nuovo allenatore: Magalini e Longo hanno sfoltito la vecchia rosa di rami secchi poco funzionali al nuovo corso, e ovviamente sono arrivati un discreto numero di giovani. Mediamente per circa 8-9 undicesimi vengono schierati giocatori esperti e poi ci sono i soliti 2-3 giovani talenti. Un assortimento completo di qualità e di esperienza, una Bari fin qui convincente che ha già iniziato a restituire entusiasmo a un ambiente molto deluso dalla recente stagione.
La rosa è stata rivoluzionata puntando su giocatori di gamba, fra questi spiccano i quattro laterali a tutta fascia: Dorval e Oliveri solitamente titolari, con Favasuli e Tripaldelli pronti a sostituirli. Tutti giovani, dai 20 ai 25 anni, e veloci. Due mancini e due destri, con Dorval che se la cava con entrambi i piedi. Questo aspetto della giovane età ha un ritorno non da poco per Longo che può contare su un gioco laterale estremamente rapido e funzionale alle due fasi. Non di rado, infatti, i quinti di centrocampo arretrano quando il braccetto esce in pressione alta, oppure capita sul versante opposto di vedere il braccetto andare in sovrapposizione con il quinto di centrocampo. In quest’ultimo caso le coperture preventive sono un po’ più articolate con gli scivolamenti di Benali e del quinto opposto più lo scalamento di posizione dei due centrali.
In difesa a Vicari sono stati affiancati Mantovani e Pucino, due braccetti che abbiamo già detto amano farsi vedere anche in fase offensiva. In genere nella fase di non possesso la linea di difesa è a quattro con l’arretramento di uno dei quinti di centrocampo. L’altro quinto stringe dentro al campo insieme al play basso (Benali) mentre le mezzali più il trequartista formano la terza linea di difesa davanti alla punta che segue il portatore di palla avversario.
In avanti al confermato Sibilli si aggiunge un certo Lasagna, in prestito dal Verona e con esperienza nella liga Turca, mentre nel ruolo di rifinitore accanto al confermato Bellomo si aggiunge un certo Falletti che non ha bisogno di presentazioni. Pezzi da 90 per l’attacco barese che può contare anche sulla vivacità di Novakovic, lo scorso anno al Lecco con 6 gol all’attivo.
A proposito di Sibilli, in carriera era stato schierato in tutte le posizioni offensive (punta, esterno, trequartista) mai mezzala come invece ha deciso Longo, che sembra aver dato nuova vitalità al giocatore di origini napoletane.
Il sistema di gioco è un moderno e veloce 3-5-2 dove la fase di spinta è orchestrata giocando molto sulla corsa dei quinti di centrocampo, sulla spinta dei braccetti difensivi, sul fraseggio corto in mezzo al campo e sui tagli delle mezzali. Inoltre, fra le linee gioca Falletti che garantisce fantasia qualità e sostanza in entrambe le fasi di gioco. In cabina di regia c’è invece Benali che fa da ago della bilancia fra il reparto difensivo e quello offensivo. Centrale difensivo Vicari, da tre stagioni al Bari, capitano e giocatore di grandissima esperienza fra serie A e serie B. La colonna portante dei galletti è una delle più solide dell’intera categoria.

Il Bari in FDNP si schiera dunque con il 4-2-3-1, un assetto difensivo interpretato con l’ottica di allungare i reparti avversari stringendo i centrocampisti avversari con due linee serrate. In pratica il 3+1 davanti alla costruzione avversaria è solo posizionale e serve a coprire le linee di passaggio per i riferimenti centrali e ovviamente toglie luce ai corridoi verticali. La seconda linea di difesa stringe alto sui centrocampisti avversari lasciando all’ultima linea di difesa l’uno contro uno sulle palle lunghe.

Uno dei vantaggi è di allungare i reparti avversari, uno dei rischi è vedere i tre difensori uscire tutti alti rompendo la linea di difesa. Questo aspetto è molto caratteristico della rosa di mister Longo che nella situazione evidenziata in foto due vede Vicari a ridosso della punta, Pucino sulla mezzala e Mantovani che sta accorciando su un probabile riferimento in uscita dal basso degli avversari. A conti fatti, osservando foto 2, in copertura restano il play Benali e il quinto Oliveri (foto 02).

Nonostante qualche evidente situazione di rischio, il sistema di rotazioni ideato da Longo esprime una buona collettività. Nello sviluppo della manovra come nelle marcature individuali, un occhio è sul proprio avversario e uno su quello del compagno.
La fase di non possesso è congeniata in modo tale da mantenere le mezzali Sibilli e Maita in grado di attaccare l’avversario ai fianchi in caso di transizione positiva, mentre i quinti di centrocampo e i braccetti di difesa si alternano nelle uscite mantenendo la linea a quattro dietro e potendo contare su due riferimenti per l’interdizione sugli avversari fra le linee.

Nella situazione di gioco in foto 4 vediamo un esempio di quanto descritto sopra. Infatti Pucino (difensore centrale dx) esce forte sulla mezzala avversaria, molto lontano dalla linea di difesa. Oliveri arretra sulla linea di difesa per coprire la casella lasciata vuota dal compagno, Benali lavora davanti la difesa e Falletti su lato opposto segue la seconda punta avversaria. I due meno coinvolti (il centrocampista Maita e l’attaccante Lasagna) resteranno alti e saranno quelli coinvolti nell’eventuale azione di ripartenza. Non essendo Maita un giocatore di gamba le possibili soluzioni di ripartenza sono due: palla lunga nello spazio per la punta, apertura sul lato opposto dove Falletti e Sibilli attaccheranno lo spazio non appena riconquistata palla.
Lo stare in campo del Bari è ordinato in entrambe le fasi con molto dinamismo nelle rotazioni dei braccetti di difesa e dei quinti di centrocampo, predeterminato nella scelta delle posizioni in campo in base alle possibili situazioni di gioco che si possono determinare. In parole povere, il Bari gioca e lascia giocare puntando sulla qualità dei suoi interpreti.

Guardiamo infine una situazione offensiva con Oliveri (centrocampista dx) palla al piede largo sulla destra, Maita molto profondo a portar via un centrocampista, Falletti che viene incontro offrendo una soluzione corta e Pucino (braccetto dx) che corre in sovrapposizione per tentare il cross in area. Sibilli e Lasagna, centralmente, in attesa di capire gli sviluppi. Quest’ultimo frame nasce da una palla recuperata a centrocampo e girata larga sulla destra per Oliveri. La posizione di Maita, Falletti e Sibilli non è casuale, ma viene dalla linea di prima pressione 3+1 (ai tre si aggiunge Lasagna davanti) che in fase di riconquista si ritrova in posizione molto avanzata con una delle mezzali che cerca di portar via un riferimento avversario per aprire spazio fra le linee a Falletti. Questo sviluppo è possibile con il supporto di Benali (fuori schermo) e la spinta del braccetto difensivo (in foto è Pucino).