Il Parma è stato costruito per conquistare la massima serie e l’obiettivo sembra ormai abbondantemente alla portata degli uomini di Pecchia. I numeri dicono miglior attacco e seconda migliore difesa, i punti in classifica testimoniano un ruolino di marcia davvero invidiabile. Molti punti sono arrivati nei minuti finali, ma questo non significa raccogliere più meriti di quanti ne abbia espressi il campo, piuttosto ci racconta di una squadra che ha delle qualità importanti e non si accontenta.
Il sistema di gioco è un moderno 4-2-3-1 con Bernabè che si muove alle spalle della prima punta, i due esterni che lavorano sulle corsie e si propongono per giocare incontro (Mihaila in modo particolare), una difesa solida che raramente si scompone e resta sufficientemente alta grazie con il terzino destro bloccato e quello sinistro di spinta (Zagaritis). Fondamentale, manco a dirlo, la visione di gioco dei due centrocampisti centrali che dettano il primo passaggio dalla linea di difesa partendo da posizione bassa e dunque contribuendo ad attrarre la pressione l’avversaria per poi costruire scavalcano una o due linee di difesa.
È interessante vedere come si muovono i quattro difensori e i due centrocampisti perché serranno due linee compatte in fase di non possesso quindi chiudendo facilmente i corridoi verticali. Nella fase opposta la costruzione è orientata a stanare l’avversario, portando fuori i centrocampisti per poi aggredirli alle spalle con palle lunghe. In questo possono contare su una trequarti di assoluto spessore che sa come crearsi lo spazio per ricevere.
Quando l’avversario è chiuso nella propria metà campo il Parma gioca molto sui movimenti a venire incontro degli esterni sempre con l’obiettivo di portar via un avversario (in questo il difensore) e poi aggredire sulla stessa corsia con il terzino di riferimento. La prima punta si muove orizzontalmente dal centro verso l’asse sinistro del fronte d’attacco, mentre Mihaila fa il movimento opposto e questo determina la possibilità di aggredire l’area con l’esterno e il centrocampista opposti che ovviamente non danno punti di riferimento.
SDG 4-2-3-1
FDP 2-3-1-3-1
FDNP 4-2-3-1
SVILUPPO E VERTICALITÀ
Fra le tante qualità del Parma c’è sicuramente la verticalità dello sviluppo che gode dei movimenti dei trequartisti alle spalle della seconda linea di pressione. Nella gif animata seguente notiamo come con soli due passaggi gli uomini di Pecchia riescano a portare l’esterno Man ad attaccare la linea per poi tentare la giocata in mezzo in favore della prima punta o dell’esterno opposto.

L’azione nasce e si sviluppa molto velocemente dal portiere per il centrocampista Cyprien che può ricevere grazie ai due difensori centrali che si allargano per alleggerire la pressione avversaria. Il centrocampista imbecca Bernabè che si muove orizzontalmente alle spalle della seconda linea di pressione. Lo stesso Bernabè poi con il secondo passaggio lancia lungo per Man che si era già proiettato in avanti aggredendo lo spazio alle spalle del terzino avversario.
Gli altri due attaccanti seguono l’azione e si muovono coordinatamente aggredendo l’area piccola o il limite dell’area per la giocata a rimorchio. In quest’ultimo caso è Mihala che taglia il campo a sinistra a destra facendosi vedere dal compagno quando sta per partire il cross.
PRESSIONE ALTA
In fase di pressione alta il Parma si dispone con il 2-3-1, cioè alla prima punta segue una linea a tre con i trequartisti più i due centrocampisti centrali a uomo in posizione centrale. L’orientamento è quello di coprire le linee di passaggio centrali per spingere l‘avversario a cercare la giocata sui corridoi esterni dove scatta immediatamente l’aggressione con il terzino di riferimento e uno dei centrocampisti centrali.

Nella situazione di gioco evidenziata l’avversario ha superato il primo blocco (3-1) e viene aggredito sulla corsia esterna dal terzino sinistro Zagaritis più il centrocampista Cyprien. In questo caso il Parma lascia scoperto il corridoio alle spalle del terzino che con una palla morbida viene tagliato fuori, cosa questa che ovviamente costringe il centrale difensivo a scalare per coprire la fascia. Non è esattamente un punto debole, ma un rischio calcolato cui il Parma si espone di sovente puntando molto sulla dinamicità dei suoi uomini di scalare per coprire le posizioni e rimediare a una situazione potenzialmente pericolosa.
In genere la pressione alta si articola nel seguente modo: finché la palla resta sui piedi dei difensori centrali si coprono le linee di passaggio, quando la difesa avversaria si muove verso i braccetti scatta l’aggressione forte per costringere chi riceve palla a velocizzare la trasmissione. Chiaramente avendo coperto le linee di passaggio e posizionate le marcature a uomo in zona centrale, l’avversario non ha molte possibilità di trovare compagni liberi. La situazione meno auspicabile per il Parma sono le palle lunghe alle spalle dei terzini oppure i rapidi cambi gioco.
HEATMAP
Nella heatmap mettiamo confronto le posizioni maggiormente occupate dai due trequartisti esterni Man e Mihaila. Ci sono differenze molto evidenti che ci aiutano a capire come si muovono in campo. L’esterno di destra Mihaila è più propositivo nella fase di sviluppo, infatti lo vediamo spesso rientrare per dettare un passaggio verticale eseguire uno scarico corto e tuffarsi in proiezione offensiva. Questo continuo salire e scendere verticalmente porta via l’uomo, crea spazi per la punta oppure per il terzino. Mihaila ha inoltre un altro tipo di movimento, quando partecipa alla manovra di accerchiamento, che lo porta a tagliare verso il centro girando alle spalle della prima punta. In questo caso non è insolito che si scambi di posizione con Bernabè creando un evidente difficoltà per gli avversari che perdono punti di riferimento.

Man a sua volta si muove in posizioni del tutto differenti. Raramente partecipa allo sviluppo, ma lo si vede piuttosto in fase di rifinitura, taglia il campo centralmente quando l’azione si sviluppa sul versante opposto (infatti il Parma affonda più a sinistra che a destra grazie al dialogo serrato fra Miahila e Zagaritis) oppure quando Bernabè resta alto per cercare l’imbucata fra le linee. In quest’ultimo caso si sposta se il terzino di fascia aggredisce lo spazio.
I due esterni giocano con il piede invertito e sono dunque portati a tagliare in mezzo, tentano il tiro da fuori, il traversone tagliato verso la porta, l’assist corto in area, la giocata individuale e infine tentano l’uno contro uno sugli esterni. Si tratta di due giocatori davvero completi, pronti per il salto di categoria.